Deflorian/Tagliarini, Reality

Deflorian/Tagliarini, Reality

Starts from: 29 gennaio 2016

Start Time 21:00 End Time23:30

a partire dal reportage di Mariusz Szczygieł, Reality – traduzione di Marzena Borejczuk,
Nottetempo 2011
ideazione e performance Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
disegno luci Gianni Staropoli
collaborazione al progetto Marzena Borejczuk
organizzazione Anna Pozzali
produzione A.D., Festival Inequilibrio/Armunia, ZTL-Pro con il contributo della Provincia
di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali
in collaborazione con Fondazione Romaeuropa e Teatro di Roma
con il patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma
con il sostegno di Nottetempo, Kataklisma/Nuovo Critico, Istituto Italiano di Cultura a
Cracovia, Dom Kultury Podgórze
PREMIO UBU 2012 Daria Deflorian – Migliore attrice protagonista

Realtà, reality senza show, senza pubblico. Essere anonimi e unici. Speciali e banali. Avere il
quotidiano come orizzonte. Come Janina Turek, donna polacca che per oltre cinquant’anni
ha annotato minuziosamente i dati della sua vita.
748 quaderni trovati alla sua morte nel 2000 dalla figlia ignara ed esterrefatta.
Mariusz Szczygieł, nel reportage che ci ha fatto scoprire questa storia, scrive: “Nella routine quotidiana succede sempre qualcosa. Sbrighiamo un’infinità di piccole incombenze senza aspettarci che lascino traccia nella nostra memoria, e ancor meno in quella degli altri. Le nostre azioni non vengono infatti svolte per restare nel ricordo, ma per necessità”.
Quello che mette uno strano brivido addosso nello scorrere la vita nei dettagli di quest’anonima casalinga di Cracovia, è che non è un’opera artistica, non è un paradosso intellettuale, non è rivolto in nessun modo a un pubblico. Per sua scelta personale, aveva cominciato intuitivamente a nobilitare il proprio trantran quotidiano. Per noi partire da quest’opera colossale e misteriosa che sono i quaderni di Janina Turek è un passo naturale. Non si tratta di mettere in scena o di fare un racconto teatrale attorno a lei, ma di dialogare con quello che sappiamo e non sappiamo di Janina e di creare una serie di cortocircuiti tra noi e lei e tra noi e il pubblico attorno alla percezione di cosa sia la realtà.